Abbiamo Letto per Voi
Riproposizioni e Risposte della storia attraverso i quesiti dei lettori
Quali diritti avevano le donne Egiziane?
Esse avevano sostanzialmente gli stessi diritti degli uomini,nell'ambito della stessa classe sociale.Anche se non esistevano scuole femminili, le donne potevano istruirsi a casa e poi studiare, per esempio medicina a Eliopoli (attulmente alla periferia del Cairo) o a Sais - zau (attulamente Sa el- Hagar, presso Rosetta) per diventare medici (spesso ginecologhe)
o chirurghi (sono documentati parti cesarei o mastectomie eseguite da donne). Le donne erano inoltre libere di lavorare fuori casa come dipendenti (musicanti, danzatrici, prefiche, levatrici, medici, supervisori e persino magistrati) o come imprenditrici, per esempio impiantando fabbriche tessili o di profumi. Potevano adire le vie legali di persona
(in Grecia, per fare un confronto, la donna non poteva entrare in Tribunale, ma doveva essere rappresentata da un uomo). Erano in oltre libere di acquistare o vendere beni mobili o immobili, contrarre debiti e avere un proprio patrimonio; in genere valeva la separazione dei beni.
Alla morte del martito, la donna ereditava un terzo degli averi del consorte, mentre il resto era diviso tra figli o fra fratelli del defunto.
(Tratto da "Storica"- N° 10 Dicembre 2009).
Riproposizioni e Risposte della storia attraverso i quesiti dei lettori
Cleopatra parlava davvero nove lingue?
Sicuramente era una poliglotta,anche se sul numero delle lingue che conosceva, le fonti non sono concordi. Dice lo storico Plutarco:"aveva una conversazione affascinante,persuadiva,stimolante.
Era un piacere ascoltare il suono della sua voce; ella accordava con grande destrezza la sua lingua come uno strumento pluricorde,a seconda della lingua parlata al momento e usava gli interpreti solo in rarissimi casi per parlare con alcuni stranieri; in genere rispondeva da sè nella lingua dell'interlocutore". Second Plutarco, Cleopatra conosceva l'ebraico, l'arabo, il siriano , la lingua dei Medi, quella dei Parti e il "troglodita". Quest'ultima lingua era probabilmente riferita agli Etiopi, che Erodoto chiamava "trogloditi" nel significato originario del termine, cioè "abitanti delle caverne". Plutarco pone l'accento anche su un altro aspetto curioso: Cleopatra fu l'unica, fra i Sovrani Egizi della sua dinastia, i Tolomei, a parlare la lingua egizia, poichè i suoi predecessori parlavano greco "e avevano perfino dimenticato la loro lingua originaria, il macedone". Infine è ovvio che Cleopatra avesse imparato il latino, visti i suoi rapporti con Giulio cesare e poi con Marco Antonio. (Tratto da "Storica" - ottobre 2009)
Riproposizioni e Risposte della storia attraverso i quesiti dei lettori
GLI ANTICHI ROMANI AMMETTEVANO IL DIVORZIO?
Il divorzio fu introdotto nell'antica Roma intorno al II secolo a. C. A differenza di quanto avviene oggi, era molto facile da ottenere. Era sufficiente la dichiarazione della coppia, rilasciata davanti a sette testimoni di non voler più continuare a vivere insieme. Non era necessario esibire prove, per esempio di maltrattamenti o adulterii. La sposa riceveva indietro l'intera dote e tornava sotto la patria potestas, la protezione paterna. Se prima del matrimonio era invece una donna libera, tornava libera. I divorzi erano molto frequenti, non solo questo motivo, ma anche perchè i matrimoni erano spesso combinati dalle famiglie quando le donne erano ancora giovanissime. L'età legale per il matrimonio era di 12 anni, e la maggior parte delle ragazze prendeva marito a circa 14 anni. E' esemplare il caso di Tullia (c. 79 - 45 a. C.), la figlia di Cicerone. Si sposò a 16 anni, rimase vedova a 22, si risposò a 23, divorziò a 28, si sposò nuovamente a 29, divorziò ancora una volta a 33 e morì di parto all'età di 34 anni. (Tratto da "Storica" - Marzo 2009).
Riproposizioni e Risposte dalla storia attraverso i quesiti dei lettori.
CHI E' STATA LA PRIMA DONNA PITTRICE PROFESSIONISTA?
Non esiste una certezza assoluta, ma molte fonti indicano in Sofonisba Anguissola (1535 circa - 1625) la prima donna della storia ad acquisire una reputazione internazionale come pittrice professionista. Nata a Cremona, ebbe con le sue cinque sorelle (quattro divennero pittrici anch'esse), un'educazione molto avanzata per il tempo, grazie al padre Amilcare. Con la sorella Elena, fu mandata alla bottega di Bernardino Campi. In breve acquisì una fama internazionale e ricevette l'apprezzamento di Michelangelo. Tanto da essere invitata a Corte dal Re di Spagna Filippo II. Rimase a Madrid vent'anni, realizzando ritratti della Famiglia Reale e numerose altre opere, molte delle quali, purtroppo, andarono poi bruciate in un incendio del Prado nel XVII Secolo. Insegnò a dipingere alla giovanissima Regina Isabella di Valois, suscitando la meraviglia della Corte, non abituata a vedere la consorte del Re in attività considerate "inadeguate" per una testa coronata. Dopo la morte, per parto, di Isabella, Sofonisba rimase a Madrid al seguito delle infante Isabella Clara Eugenia e Caterina Micaela. Si sposò una prima volta per procura con un nobile siciliano che morì in mare prima di raggiungerla, e poi, rientrata in Italia, a Pisa, si risposò con un Capitano di nave, Orazio Lomellini. Visse tranquillamente con lui a Palermo la seconda metà della vita e morì a 90 anni. Poco prima aveva ricevuto la visita del giovane Antoon Van Dick, succedutole come ritrattista ufficiale della Corte spagnola, che scrisse su di lei una pagina memorabile del suo diario. (Tratto da "Storica" - Gennaio 2010)
SIMBOLI ASTROLOGICI
Da un punto di vista generale, l'Astrologia è la dottrina che stabilisce analogie o corrispondenze tra i processi del macrocosmo e quelli del mondo umano, e cerca di definire quale sia l'influsso sull'uomo o la sua dipendenza dal movimento degli astri e dal calendario che ne deriva. E' praticamente la sola forma di pensiero su basi paralogiche che dai tempi delle civiltà arcaiche abbia sempre trovato nuova attenzione, tanto che anche oggi, nonostante tutte le condanne da parte dei difensori delle scienze naturali perimentali, essa trova più seguaci di quanti ne trovasse in tutti i periodi precedenti. Già in età arcaica si imparò a distinguere le stelle fisse che ruotano intorno al polo celeste dai pianeti, tra i quali vennero inclusi anche il Sole e la Luna, ottenendo così il "sacro" numero sette (con Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno). Lo Zodiaco fu suddiviso, non solo in Occidente, ma anche in Cina, in 12 "segni" per poter così stabilire, tra le altre cose, una dottina dei rapporti armonici che sussistono tra gli uomini nati sotto questi segni. Anche le civiltà dell'antico Messico tenevano conto dei segni (di solito rappresentati da forme animali) per caratterizzare la natura di un individuo nato sotto la loro influenza; era però una serie di 20 segni giornalieri che si ripetevano ciclicamente: coccodrillo, vento, casa, lucertola, serpente, morte, cervo, coniglio, acqua, cane, scimmia, erba o "intreccio", canna, giaguaro, aquila, avvoltoio, terremoto, coltello di selce, pioggia e fiore. Quattro di questi segni (casa, coniglio, canna e coltello di sece) potevano simboleggiare gli anni. Il desiderio di sondare le leggi cosmiche e le possibilità di armonizzare Cielo e Terra, spinse molte civiltà ad immaginare delle figure celesti che l'uomo tenndeva a riprodurre nel proprio ambito. La tipologia che ne scaturì è spesso convincente ed attraente che è raro che non eserciti il suo effetto anche sull'uomo che vive nell'età della tecnica. Sul piano semiologico (scienza dei segni), è interessante notare che in tutta la cultura "Occidentale" i simboli astrologici vengono impiegati da molti secoli, praticamente senza variazioni di rilievo, per indicare i pianeti e i segni zodiacali. L'Astrologia Cinese tradizionale si distingue da quella occidentale sotto molti punti di vista. Vi troviamo 28 "stazioni lunari" e 12 "stazioni astrali", alle quali corrispondono 12 "sezioni terrestri". Ambedue i tipi non coincidono con lo Zodiaco che - probabilmente in seguito all'influenza occidentale - a partire dal medioevo si era diffuso anche in Cina e che si articola in 12 segni (stelle). L'osservazione di 5 elementi in rapporto con le 12 stazioni astrali, portò ad un ciclo basato su 60 oposizioni, trascorso il quale si competono le combinazioni iniziali. Anche in Cina si compilavano Oroscopi, soprattutto nei matrimoni attentamente pianificati, al fine di ottenere una perfetta armonia. Gli errori erano invece interpretati in base all'analogia tra i disturbi celesti e quelli terreni. Anche nell'area indù o indonesiana erano diffusi complicati sistemi astrologici, che venivano paragonati, tra l'altro, al simbolismo del calendario astrologico diffuso nel Messico arcaico. Ciò a riprova di un'influenza che in età precolombiana, il mondo asiatico deve aver esercitato, in relazione alla storia culturale, sul Nuovo Mondo. (Tratto da "Le Garzantine - I Simboli" - 2005)









